ho visto questa foto in piccolo e ho pensato: formaggio, yum! poi ho aperto e guardato meglio e: ah no è un dolce, ceste.
MORIREMO TUTTI!
Apocalypse will be anticipated
Che palle però ‘sti cambi di programma. Mi ero organizzata per l’allineamento del 6.
allora io vado fuori a prendere un po’ di aria, eh. ciao.
“Regalare, come vuol far Profumo, ingressi nei musei agli studenti bravi, cosa vuol dire? Che andranno ai musei gli studenti che in genere sono già seguiti, che hanno libri in casa, che viaggiano, che per questo sono già naturalmente i migliori. Premiare loro che sforzo è? La scuola pubblica deve portare nei musei gli studenti peggiori. Premiare le scuole dei quartieri buoni, premiare i licei piuttosto che le professionali è la negazione della funzione civile della scuola pubblica. Va bene premiare il merito (essere contro il merito in Italia ormai è come essere contro la mamma o la pastasciutta) ma il problema del paese è il degrado delle classi medie e la lumpenizzazione delle classi popolari. Bisogna premiare Lucignolo e Franti, continuando a investire su di loro, non abbandonandoli a loro stessi. Bisogna investire nelle scuole di periferia, nelle scuole degradate, in edilizia scolastica, incentivare, loro sì che sono adulti, gli insegnanti migliori a lavorare nelle scuole peggiori per renderle un po’ meno peggio. Bisogna lavorare per non lasciare indietro nessuno. Se si sforza può capirlo anche Profumo.”
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(via misantropo)
scusate, ma non sono d’accordo.. non è una questione di meritocrazia, ma proprio di metodo per aiutare gli studenti più difficili.
per la mia esperienza da “dentro” il mondo della scuola, (non solo da studente), ci sono moltissime iniziative ed anche, fortunatamente, obblighi per gli insegnanti nell’istituire corsi di recupero, formazioni dedicate, gruppi di lavoro. Non ci sono più i fondi per i corsi di teatro e di musica scolastici, purtroppo, ma ci sono ancora risorse per organizzare attività pomeridiane e non (anche di ore di lavoro parallelo con gruppi di ragazzi presi da più classi, per esempio) effettuate propio con lo scopo di non lasciare per strada tutti quelli che hanno bisogno di ripetere una volta di più. Addirittura in alcune scuole della mia città (ma qui ci si basa sulla disponibilità personale, e non può essere un ragionamento collettivo - comunque succede) i professori in pensione si offrono per qualche mese di corsi pomeridiani di recupero della materia, soprattutto a ridosso della fine dell’anno.
Ho esperienza soltanto della scuola dell’obbligo, nella quale è vero la situazione a casa vuol dire moltissimo per la motivazione e per la costanza nello studio, ma pochissimi studenti hanno la maturità e la costanza di capire che studiano per il loro bene, che la cultura è libertà. Per i ragazzi delle scuole medie, libertà è andare a giocare a pallone quando è bel tempo, non studiare grammatica. Abbiamo fatto un piccolo esperimento, con un gruppo di classi terze, proprio istituendo dei premi per gli studenti migliori. Poca cosa, quello che siamo riusciti a raggiungere con i fondi limitati che avevamo. E sorpresa: gli studenti già bravi e saldi restavano bravi, e tra quelli “altalenanti” nel rendimento ci sono stati parecchi miglioramenti. Perché proprio i ragazzi che a casa non sono considerati, che i genitori non riescono a seguire, che non hanno una base psicologica salda, che mancano di quelle motivazioni che arrivano dall’esempio e dalla fortuna di poter avere esperienze stimolanti, proprio quelli vanno seguiti di più - e seguirli non vuol dire solo curare le mancanze, ma anche premiare i risultati.
Io credo molto fermamente che, se non viene istituita la pratica di “premiare” i comportamenti virtuosi nella scuola, non ci sarà una effettiva possibiltà di invertire la tendenza all’impoverimento culturale che stiamo attraversando. Uno studente premiato e mostrato come esempio vincente per i suoi risultati scolastici è una persona che, più sicura del valore delle proprie qualità intellettuali, un domani si potrebbe salvare dalla mariadefilippizzazione.
(via dailymood)
è esattamente quello che scrive Carotenuto, forse non hai letto bene
Bisogna premiare Lucignolo e Franti, continuando a investire su di loro, non abbandonandoli a loro stessi. Bisogna investire nelle scuole di periferia, nelle scuole degradate, in edilizia scolastica, incentivare, loro sì che sono adulti, gli insegnanti migliori a lavorare nelle scuole peggiori per renderle un po’ meno peggio. Bisogna lavorare per non lasciare indietro nessuno. Se si sforza può capirlo anche Profumo.
e mi pare che pure lui parta da esperienza sul campo, già devastato abbondantemente da anni e anni di tagli. E no, non è accettabile che metà del tuo discorso sia basato sulla buona volontà degli insegnanti, addiritttura servono quelli in pensione (li pagano? non credo) per colmare ciò che già adesso la scuola non riesce a fare. Servono soldi, assunzioni e poi puoi parlare di merito e di fannulloni.
(via ze-violet)
Nessun dubbio sul merito di Carotenuto, che non è mai stato in discussione. Però il prendere per assunto che gli studenti premiati per il loro rendimento saranno solo quelli del liceo e con delle famiglie che li seguono e li incentivano suona alle mie orecchie come un concetto paternalistico e presuntuoso. Non è stato detto che avrà un incentivo solo chi prende otto in greco antico, è stato proposto di incentivare gli studenti che hanno buoni risultati in generale (uno per ogni istituto, mi pare?). Se uno studente che risulta il migliore del suo anno viene premiato dall’istituto con qualcosa che i docenti ritengono interessante, per incentivare e dare un motivo in più per studiare, mi sembra una ottima iniziativa.
sulla buona volontà dei docenti hai ragione e io mi son spiegata male - i docenti pensionati che danno ripetizioni gratuite non possono evidentemente essere un dato sul quale basarsi, e certamente il lavoro va remunerato. mi son fatta prendere la mano, era per spiegare che - forse è una mia ingenuità - la scuola ha docenti che tengono molto, moltissimo agli studenti e al concetto di formazione e di cultura, nonostante tutto, nonostante i fondi sempre più scarsi.
Poi c’è l’altro tema che indichi, che riassumo con il mettere i docenti in condizione di lavorare al loro meglio. Giustissimo! Oggi la professione di insegnante di scuola pubblica è ingrata, a dire poco. Ma è appunto un altro tema.
E niente, era solo per dire che rimango dell’idea che per motivare dei ragazzi che non hanno ancora 18 anni a studiare e ad impegnarsi su questa cosa sempre più banalizzata che è l’istruzione, istituire dei premi in positivo oltre che degli aiuti nelle fasi critiche sia utile ed efficace e io leggo queste due azioni come una strategia unica, non come due possibiltà alternative.
Classic Sophie Marceau wardrobe malfunction at the Cannes Film Festival
Bella, bella bella, bella, bella … ma proprio bella patata … e belle tette oltretutto …
la prova che *lei* il reggiseno non ce l’ha.
Tonights sunset over 16th & 17th street. (Taken with instagram)
“Regalare, come vuol far Profumo, ingressi nei musei agli studenti bravi, cosa vuol dire? Che andranno ai musei gli studenti che in genere sono già seguiti, che hanno libri in casa, che viaggiano, che per questo sono già naturalmente i migliori. Premiare loro che sforzo è? La scuola pubblica deve portare nei musei gli studenti peggiori. Premiare le scuole dei quartieri buoni, premiare i licei piuttosto che le professionali è la negazione della funzione civile della scuola pubblica. Va bene premiare il merito (essere contro il merito in Italia ormai è come essere contro la mamma o la pastasciutta) ma il problema del paese è il degrado delle classi medie e la lumpenizzazione delle classi popolari. Bisogna premiare Lucignolo e Franti, continuando a investire su di loro, non abbandonandoli a loro stessi. Bisogna investire nelle scuole di periferia, nelle scuole degradate, in edilizia scolastica, incentivare, loro sì che sono adulti, gli insegnanti migliori a lavorare nelle scuole peggiori per renderle un po’ meno peggio. Bisogna lavorare per non lasciare indietro nessuno. Se si sforza può capirlo anche Profumo.”
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(via misantropo)
scusate, ma non sono d’accordo.. non è una questione di meritocrazia, ma proprio di metodo per aiutare gli studenti più difficili.
per la mia esperienza da “dentro” il mondo della scuola, (non solo da studente), ci sono moltissime iniziative ed anche, fortunatamente, obblighi per gli insegnanti nell’istituire corsi di recupero, formazioni dedicate, gruppi di lavoro. Non ci sono più i fondi per i corsi di teatro e di musica scolastici, purtroppo, ma ci sono ancora risorse per organizzare attività pomeridiane e non (anche di ore di lavoro parallelo con gruppi di ragazzi presi da più classi, per esempio) effettuate propio con lo scopo di non lasciare per strada tutti quelli che hanno bisogno di ripetere una volta di più. Addirittura in alcune scuole della mia città (ma qui ci si basa sulla disponibilità personale, e non può essere un ragionamento collettivo - comunque succede) i professori in pensione si offrono per qualche mese di corsi pomeridiani di recupero della materia, soprattutto a ridosso della fine dell’anno.
Ho esperienza soltanto della scuola dell’obbligo, nella quale è vero la situazione a casa vuol dire moltissimo per la motivazione e per la costanza nello studio, ma pochissimi studenti hanno la maturità e la costanza di capire che studiano per il loro bene, che la cultura è libertà. Per i ragazzi delle scuole medie, libertà è andare a giocare a pallone quando è bel tempo, non studiare grammatica. Abbiamo fatto un piccolo esperimento, con un gruppo di classi terze, proprio istituendo dei premi per gli studenti migliori. Poca cosa, quello che siamo riusciti a raggiungere con i fondi limitati che avevamo. E sorpresa: gli studenti già bravi e saldi restavano bravi, e tra quelli “altalenanti” nel rendimento ci sono stati parecchi miglioramenti. Perché proprio i ragazzi che a casa non sono considerati, che i genitori non riescono a seguire, che non hanno una base psicologica salda, che mancano di quelle motivazioni che arrivano dall’esempio e dalla fortuna di poter avere esperienze stimolanti, proprio quelli vanno seguiti di più - e seguirli non vuol dire solo curare le mancanze, ma anche premiare i risultati.
Io credo molto fermamente che, se non viene istituita la pratica di “premiare” i comportamenti virtuosi nella scuola, non ci sarà una effettiva possibiltà di invertire la tendenza all’impoverimento culturale che stiamo attraversando. Uno studente premiato e mostrato come esempio vincente per i suoi risultati scolastici è una persona che, più sicura del valore delle proprie qualità intellettuali, un domani si potrebbe salvare dalla mariadefilippizzazione.
This is the Handelingenkamer Tweede Kamer Der Staten-Generaal Den Haag, the Hague, Netherlands
Candida Hofer?