Terremoto sociale
“Un quarantenne su quattro vive grazie alla paghetta dei genitori. Detto con più precisione: secondo una ricerca commissionata dalla Coldiretti, in Italia il 28 per cento degli adulti fra i 35 e i 40 anni (mi rifiuto di chiamare giovane un quarantenne) ha bisogno del sostegno dei familiari. Perché è disoccupato, cassintegrato, parzialmente o saltuariamente occupato, superoccupato ma sottopagato. In ogni caso: preoccupato. Sono i numeri di un terremoto sociale. I nonni mantengono i figli con i soldi che avrebbero voluto lasciare in eredità ai nipoti. E quando il risparmio delle famiglie si esaurirà, magari dopo la prossima spremuta fiscale benedetta dalla signora Merkel, cosa ne sarà dei superstiti? E a chi venderanno i beni di consumo le aziende che, per fabbricarli a prezzi sempre più bassi, sono costrette a tagliare posti e retribuzioni? Nel mucchio dei percettori di paghette ci sarà sicuramente qualche parassita indisponibile al sacrificio e una percentuale di illusi che si ostina a perseguire un corso di studi o un mestiere che la rivoluzione tecnologica ha confinato nel museo delle cere. Ma la maggioranza è composta da giovani o ex giovani disposti a tutto e condannati al niente. Torrenti di energia ristagnante. Il costo emotivo della crisi è superiore persino a quello economico. Penso all’umiliazione e al senso di fallimento di un adulto costretto a chiedere aiuto ai suoi vecchi. Chissà se in Europa qualcuno ha ancora la forza di fermare questo treno che corre verso il buio. Non è tempo di pagare i debiti del secolo scorso, adesso. Per pagare i debiti servono stipendi, non paghette.”—
Condivido ogni singola parola.
(viacondivido e chiedo: siete sicuri che sia una fortuna che non ci sia la rivolta nelle strade?
Purtroppo sì, perchè già i nostri connazionali sono in grado di far cose da vergognarsi in eterno così, figuriamoci da rivoltosi.
vedersi passare la vita davanti e non potersi permettere un posto dove stare, o un figlio. ormai le persone hanno iniziato a tornare a vivere in campagna (che vuol dire prezzi degli affitti più bassi e possilbità di avere un orto e delle galline, anche se la roba cresce nel terreno inquinato dal capannone di fianco) e alcuni, ma non proprio pochissimi, ad allenarsi a sparare. di quelli che conosco io, giustificano ridendo e dicendo che quando ci sarà la rivoluzione dovranno pur saper difendere il proprio orto.
mh.
se ci sarà una rivoluzione le persone non si uniranno compatte verso un “nemico”. si spareranno l’un l’altro tra poveracci, convinti di rischiare altrimenti una situazione peggiore, di dover difendere ancora qualcosa.
